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Aggiornamento : Il lavoro dell'e-tutor negli ambienti di formazione online
Inviato da DIDATTIKA il 14/6/2005 12:09:56 (2501 letture)

Intervista a Giovanni Roberi, dirigente provinciale CSA di Cuneo: qualcosa sta cambiando davvero? Quali e-tutor per Indire.
di Francesco Vettori
30 Maggio 2005

da Indire.it
Vorrei iniziare con le sue stesse parole “Più che di tutoraggio questi corsisti [ i partecipanti ai corsi Indire per docenti neoassunti, N.d.C.] hanno bisogno di formazione di base e di una assistenza continua”.
Il modello di apprendimento blended proposto da Indire è efficace, flessibile e adeguato alla formazione degli adulti, tuttavia è un modello che dà per scontato un livello base di abilità nei confronti delle TIC e un'attitudine alla collaborazione da parte dei corsisti.
Infatti la proposta formativa standard di Indire si articola per circa tre quinti in azioni individuali e collaborative online, e per i restanti due quinti in attività di discussione guidata, confronto (a partire dall'esperienza personale o dagli spunti forniti dagli interventi degli esperti o della community) e lavoro di gruppo sui materiali. Quest'articolazione, se è coerente con un'utenza abbastanza omogenea sotto il profilo dei pre-requisiti nell'utilizzo della tecnologia e di Internet e dell'habitus alla collaborazione, risulta poco adeguata in caso contrario.
Durante le 15-18 ore in presenza e a fronte di classi piuttosto numerose, l'e-tutor non riesce contemporaneamente a svolgere l'animazione richiesta dal modello formativo e l'alfabetizzazione informatica e telematica - al riguardo si confronti l'articolo Comunicazione - Rete - Identità - affinché i corsisti possano usufruire appieno delle risorse messe a loro disposizione, proseguire autonomamente nell'apprendimento a distanza ed attivarsi - all'occorrenza - per richiedere il tutoraggio online.
Il modello di Indire, e nello specifico gli ambienti di formazione di Puntoedu, si caratterizzano per delle precise scelte didattiche, come l’attenzione ai laboratori, al learning by doing, agli approfondimenti tematici. Vorremmo chiarisse le difficoltà che, a suo parere, impediscono ai corsisti di far fruttare ciò che viene proposto e quali sono le soluzioni ipotizzabili.
Diversi sono gli aspetti che interagiscono e che si frappongono al pieno utilizzo dell'offerta formativa di Indire.
Innanzitutto - come ho già accennato - c'è il problema delle competenze informatiche poco diffuse fra gli insegnanti, competenze che la formazione ForTIC (più di altre offerte formative mirate di Indire) ha sicuramente consentito di diffondere, senza però dimostrarsi determinante sia sotto il profilo quantitativo che sotto quello qualitativo. Infatti, la maggior parte dei docenti non ne è stata interessata e poi non tutti coloro che vi hanno preso parte l'hanno portata a termine o hanno saputo mettere a frutto le conoscenze e le abilità acquisite, consolidandole in competenze personali e didattiche, anche a causa di un modulo formativo non particolarmente efficace.
In aggiunta, ci sono resistenze e pregiudizi nei confronti del cooperative learning e del modello di apprendimento a distanza. Culturalmente e per curriculum personale, l'insegnante - come ex-studente prima e come professionista dell'educazione poi (in particolare a livello di scuole secondarie) - è poco abituato ad un atteggiamento collaborativo e nutre in genere un misto di diffidenza e scetticismo nei confronti dell'e-learning, rispetto al più tradizionale rapporto trasmissivo docente-discente in presenza e al più rassicurante media cartaceo.
Un altro aspetto è rappresentato dal comprensibile spaesamento nei confronti del web. Per poter trarre profitto dalla formazione online, è necessario avere una buona capacità di orientarsi. La piattaforma Indire è infatti ricca di servizi, la community è molto articolata, i forum sono affollati e si caratterizzano per interventi poco organici e i materiali sono aperti verso la rete, in quanto i link rimandano ad altre risorse e siti, anche in altre lingue.
La tempistica e le oggettive difficoltà tecniche svolgono poi un ruolo non secondario nel circoscrivere l'utilizzo delle risorse. I tempi eccessivamente compressi della formazione per i neo-assunti in ruolo (così come per la formazione DM 61), fanno sì che corsisti e e-tutor si focalizzino sugli strumenti e sulle risorse più familiari o di più semplice utilizzo, trascurando quelli che richiedono una messa a punto, anche se potenzialmente più efficaci dal punto di vista apprenditivo. L'utilizzo delle risorse è stato inoltre influenzato dalla loro incompleta implementazione al momento dell'apertura della piattaforma e dai saltuari malfunzionamenti dell'infrastruttura che indubbiamente non incoraggiano a sperimentare “nuove strade”. Anche il ricorso a formati proprietari per la pubblicazione dei materiali, anziché al più semplice e leggero linguaggio HTML, non ne aiuta la fruizione.
Per ultimo, nel caso di classi caratterizzate da una forte concentrazione di corsisti provenienti da una medesima istituzione scolastica (come accaduto nel caso della formazione a sostegno della riforma o dei corsi ForTIC A), risulta indubbiamente difficile convincere i docenti a lavorare a distanza o a utilizzare la classe virtuale o la chat, in quanto le persone interagiscono quotidianamente in presenza e hanno modo di condividere i rispettivi programmi di lavoro o i materiali utilizzati sia informalmente che attraverso riunioni istituzionali. Tale soluzione organizzativa, se facilita la calendarizzazione degli incontri e riduce i costi in termini di indennità di missione, non solo incide sull'utilizzo di alcuni strumenti della piattaforma, ma rende il confronto interno alla classe meno ricco e stimolante.
Detto questo sulle difficoltà, bisogna anche riconoscere che i materiali sono di buona qualità e le proposte di lavoro sono valide e interessanti, a volte anche impegnative per docenti alle prime esperienze didattiche come quelli dei corsi per neo-assunti.
Il percorso formativo personalizzato permette poi agli utenti la più ampia libertà di scelta, forse persino un po' eccessiva. Per i neo-assunti, l'utilizzo mette in evidenza che vi sono parecchi corsisti che a fronte di un'offerta formativa molto diversificata (costituita da 8 sub-aree), hanno maturato i crediti previsti individuando le attività da svolgere unicamente tra quelle strettamente attinenti la propria disciplina e concentrandosi su pochissime sub-aree formative. Questo atteggiamento non aiuta il cooperative learning e le interazioni di gruppo.
Le attività laboratoriali proposte dovrebbero poi tenere conto del periodo temporale in cui la formazione viene svolta. Nel caso di una formazione che viene erogata ad anno scolastico ormai concluso, prevedere lo svolgimento di attività didattiche con la classe non è molto coerente e, del resto, sostituire i laboratori in corso d'opera suona un po'... come una presa in giro nei confronti dell'impegno dei corsisti e della maturazione dei crediti.
Venendo alle ipotesi di soluzione, occorre tenere presente che a differenza delle offerte disponibili sul mercato, la proposta di Indire si rivolge ad un'utenza circoscritta, ma al tempo stesso tecnologicamente disomogenea e talvolta obbligata a svolgere la formazione prevista dal MIUR, come nel caso dei neo-immessi in ruolo. L'offerta non prevede pre-requisiti di ingresso: la formazione è aperta indistintamente a tutti i docenti che desiderino iscriversi o siano tenuti a farlo.

Il solo strumento della personalizzazione dei percorsi non è sempre sufficiente a mettere tutti nelle condizioni di trarre il massimo vantaggio dall'offerta formativa. Ai corsisti maggiormente in difficoltà occorre proporre una formazione tecnologica ad hoc.

In prospettiva vanno quindi ripresi i corsi di alfabetizzazione digitale, con la finalità della massima diffusione possibile delle competenze informatiche, così come del resto previsto dal programma di lavoro dell'Unione Europea per il 2010.

Rispetto alla riedizione della formazione ForTIC, preannunciata dalla nota n. 800/2005 del Direttore dei sistemi informativi del MIUR ma non ancora avviata, c'è bisogno di distinguere l'alfabetizzazione informatica (che non va necessariamente identificata con l'E.C.D.L. e per la quale va previsto un minor impegno orario di quello dei corsi ForTIC A) dalla multimedialità, dalle applicazioni didattiche e dalla gestione di un gruppo classe in laboratorio. Ciò consentirà ai docenti di meglio conciliare gli impegni istituzionali con quelli della formazione.

In attesa che l'alfabetizzazione venga completata, sarebbe auspicabile abbinare a tutte le proposte formative di Indire, un modulo propedeutico per la familiarizzazione tecnologica, allo scopo di “allineare” maggiormente i corsisti. A questo modulo verrebbero indirizzati unicamente gli insegnanti in difficoltà sugli aspetti tecnologici, da individuarsi o tramite auto-candidatura o tramite un questionario sulle abilità auto-dichiarate, da somministrare nella fase ex-ante.


Un problema che emerge con chiarezza è quello della gestione di un gran numero di utenti, anche dal punto di vista tecnologico, poiché con regolarità a determinate ore della giornata il numero dei collegamenti ai computer dell’istituto si moltiplica, intasandoli. Quanta importanza crede abbia la parte infrastrutturale della Piattaforma nell’offerta didattica, pur mista, di Indire?

L'aspetto tecnologico è indubbiamente quello che ha suscitato le maggiori critiche da parte di corsisti e di e-tutor. Gli utilizzatori si attendono un'infrastruttura completamente funzionante dal momento in cui si avvia la formazione, non a partire da metà percorso. Con l'accrescersi delle aree di formazione e degli utenti, è prioritario ovviare ai problemi di funzionamento della piattaforma, tenendo presente che i corsi si realizzano necessariamente al pomeriggio e la maggior parte si svolge nella fascia oraria 15-18.
In un modello formativo erogato dal centro, come quello di Indire - in cui la figura del docente tradizionale è sostituita da esperti nazionali e da e-tutor locali, in cui la comunicazione sincrona ed asincrona e l'interazione a livello locale e nazionale sono possibili grazie all'infrastruttura tecnologica e in cui i contenuti sono elaborati centralmente e messi a disposizione dei corsisti tramite la piattaforma - i malfunzionamenti dell'infrastruttura vengono vissuti come molto problematici.
Una piattaforma non funzionante o intasata costringe gli e-tutor a soluzioni di ripiego, piuttosto onerose dal punto di vista dell'impegno personale, che consistono nello scaricare precedentemente i materiali o nell'approntare soluzioni offline.
Dato che l'esperienza mostra che i problemi vengono solitamente risolti dopo un primo periodo di rodaggio, si potrebbe ipotizzare un precoce coinvolgimento degli e-tutor. Consentendo loro l'accesso anticipato all'area di formazione rispetto all'apertura ufficiale della stessa, si otterrebbero due risultati: si potrebbe testare il funzionamento dell'area e dei servizi (tecnici ed esperti ne ricaverebbero anche utili feedback per mettere a punto gli strumenti e i materiali) e si permetterebbe agli e-tutor di conoscere per tempo l'offerta formativa e quindi, di pianificare gli incontri in presenza con maggiore consapevolezza e lungimiranza. Non dimentichiamo che gli e-tutor svolgono attività di animazione in aggiunta ai loro impegni istituzionali.


Quali e-tutor per Indire
Vista la crescita dell'offerta formativa e le peculiarità del modello formativo, è necessario poter contare su un gruppo di e-tutor che rimanga piuttosto stabile nel tempo e che sappia valorizzare adeguatamente l'offerta di Indire sul territorio. Bisogna cioè passare da una fase di individuazione un po' estemporanea di questi mediatori, ad una fase in cui si possa far riferimento ad un gruppo più consolidato e preparato, che conosca bene il modello formativo e che sappia sfruttare al massimo le potenzialità della piattaforma e le risorse messe a disposizione dei corsisti. Non sempre fino ad oggi si è potuto contare su persone con pregresse esperienze di tutoraggio in azioni formative Indire o che vi avessero preso parte come corsisti e che avessero contemporaneamente vissuto esperienze di formazione online.
E' poi opportuno che gli e-tutor individuati possano partecipare - prima di ciascuna attività formativa - ad incontri seminariali interregionali o regionali, così come è avvenuto in occasione della formazione D.Lgs. 59. Gli incontri dovrebbero servire ad illustrare le peculiarità dell'area di formazione specifica e le novità in termini di risorse e servizi infrastrutturali, a far crescere culturalmente la comunità degli e-tutor attraverso interventi di più ampio respiro (evitando cioè il rischio di e-tutor “schiacciati” unicamente sugli aspetti tecnologici), a rinsaldare i legami di collaborazione e di reciproco tutoraggio e a permettere l'inserimento degli e-tutor alla loro prima esperienza.
Quale rapporto fra il livello nazionale e il livello locale?
Attualmente, le iscrizioni sono gestite direttamente dalle scuole attraverso il sito Indire, ma sono poi gli USR (anche attraverso le loro articolazioni territoriali) che vengono chiamati ad adattare il modello nazionale alla realtà regionale e a gestire l'organizzazione locale cioè a costituire le classi e ad individuare e-tutor e direttori dei corsi. C'è bisogno di un raccordo più efficace fra Indire e gli USR, di un canale di comunicazione privilegiato con i referenti regionali-provinciali e di un maggior coinvolgimento degli USR e dei CSA a partire dalle fasi iniziali, cioè del monitoraggio delle iscrizioni delle scuole, operazione che - visti i numeri della formazione Indire - può essere gestita efficacemente solo a livello locale.
D'altra parte, i referenti locali dell'amministrazione - qualora vengano coinvolti in attività di tipo informativo-formativo - possono validamente svolgere il ruolo di garanti dell'uniformità del modello nazionale-regionale sul territorio e della continuità del paradigma formativo di Indire. Gli e-tutor possono infatti essere diversi nelle diverse aree formative e sono soggetti ad un maggiore ricambio. I referenti degli USR e dei CSA possono poi occuparsi efficacemente del supporto in itinere ai direttori dei corsi e agli e-tutor, nonché delle richieste, delle sollecitazioni e delle proposte (provenienti anche da parte dei corsisti) sia nei confronti della Direzione degli USR che di Indire o del MIUR. In ultimo, per agevolare la comunicazione informale sul territorio fra Amministrazione, direttori dei corsi e e-tutor, sarebbe utile prevedere una community specifica sulla piattaforma.









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