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Formazione : Formazione in servizio: a tu per tu con il ministro Fioroni
Inviato da DIDATTIKA il 14/6/2007 20:00:00 (4696 letture)

Open in new windowIn occasione del convegno Oppi che si è tenuto a Milano l'undici giugno 07, Anitel ha avuto l'opportunità di essere ascoltata dal ministro Fioroni in relazione alle problematiche che da tempo caratterizzano il sistema blended della formazione in servizio degli insegnanti: valorizzazione dei percorsi formativi con parametri tangibili e spendibili (attualmente soldi del monopoli, come disse A. Musumeci all’on. Valentina Aprea – Smau 2004 – Milano), riconoscimento ufficiale della figura dell’e-tutor, inserendola nel nuovo contratto nazionale in via di discussione...

Il contributo ANITeL era strutturato in un intervento e alcune domande da porre al ministro.


A- L'INTERVENTO
L'IMPORTANZA DELL'E-TUTOR NELLA FORMAZIONE IN SERVIZIO DEI DOCENTI

IL CONTESTO
I numerosi e profondi cambiamenti che coinvolgono il mondo scuola in questi ultimi anni passano attraverso l'aggiornamento e la formazione in servizio dei docenti. Le attività formative, sempre più diffuse e mirate, costituiscono il passaggio obbligato, d'importanza strategica, che pone le basi di questa trasformazione. Abbandonate le metodologie tradizionali si è ormai consolidato l'utilizzo delle nuove tecnologie come strumento base, come previsto dalla DIRETTIVA N. 143 del 2001. Cambia la scuola, cambia il contesto formativo: dall'aula alla rete, dalla lavagna al monitor, dalle dispense cartacee al download, dalla classe alla classe virtuale. L'aggiornamento in presenza lascia il passo all'e-learnig, la formazione a distanza in cui l'insegnante e-tutor guida e coordina le attività del gruppo dei docenti che gli sono stati assegnati.

I VANTAGGI
Il vantaggio di poter scegliere quando, da dove e come accedere alle proprie attività formative, ne ha facilitato l'approccio e ha creato nuove motivazioni. La rete ha tolto l'insegnante dall'isolamento tradizionale in cui per anni è stato recluso, creando comunità di pratica e virtuali, amplificando la comunicazione, il confronto, la condivisione della conoscenza e delle risorse, producendo effetti estremamente positivi: l'individualismo viene soppiantato dal costruttivismo e dal collaborazionismo, caratterizzando la professione docente di nuove strategie.

NUOVE PROBLEMATICHE
Il compito di dare vita ai percorsi formativi individuati dal Miur spetta ad Indire, l’Istituto Nazionale di formazione e-learning, ora ANSAS, agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell’Autonomia Scolastica, che attraverso piattaforme specifiche ne progetta i contenuti, le interfacce e gli strumenti. La modalità prevista si riferisce al sistema blended con incontri in presenza, organizzati da un e-tutor allo scopo di condividere le varie problematiche inerenti e le ore destinate alla navigazione online. I corsi sono frequentati da migliaia di insegnanti di ogni ordine e grado e, come per tutte le nuove esperienze, durante il tragitto si scoprono le varie dinamiche e le diverse sfaccettature possibili.

L'E-TUTOR

A- classificazione funzionale
L’e-tutor è l’anello di congiunzione tra gli organismi preposti all’individualizzazione delle strategie e dei linguaggi e i destinatari (corsisti, e-tutor). Svolge un ruolo determinante al raggiungimento degli obiettivi. Necessita quindi di un ambiente maggiormente flessibile che dia maggior spazio alle competenze rispetto alla prevalenza del modello organizzativo gerarchico dal quale è fortemente condizionato, limitato e dal quale dipende la sua individuazione iniziale. Una sua maggiore autonomia d’iniziativa e di responsabilità attiva non potrebbe che giovare all’intero sistema. Nessun contratto ha sinora istituzionalizzato la sua figura, le sue importanti funzioni che tuttavia continua a svolgere a beneficio di tutta la comunità discente grazie alle competenze spesso acquisite in proprio con investimenti personali (strumenti tecnologici, licenze, frequenze di corsi spesso a pagamento)
La classificazione funzionale a livello europeo, oltre alle competenze di base e ai macroruoli (psico-pedagogico, didattico, metodologico; orientatore, facilitatore, istruttore, moderatore) prevede
1-competenze Tic e TD
2-competenze disciplinari
3-competenze management didattico: gestione e organizzazione dei processi formativi online
4-gestore del nuovo web: attivazione animazione moderazione delle community online

Open in new window B- Caratteristiche dell’e-tutor nell'ambiente INDIRE
Puntoedu è un ambiente di apprendimento basato su un modello blended di e-learning che prevede la combinazione di momenti di formazione on line e in presenza. Elemento di unione tra i due momenti è l’e-tutor il cui compito è quello di aiutare il corsista ad orientarsi nell’offerta formativa e a personalizzare il proprio percorso formativo.
L’e-tutor nell’intesa definito “facilitatore degli apprendimenti” ha il compito di:
- creare le classi virtuali;
- dare continuità agli incontri in presenza e all'attività "on line";
- facilitare l'uso delle risorse del percorso formativo;
- stimolare e coordinare la discussione tra i corsisti, anche con l'uso della classe virtuale;
- validare le attività svolte "on line" dai corsisti; consegnare al direttore del corso il report di sintesi delle attività "on line".
Gli incontri in presenza hanno lo scopo di discutere e approfondire insieme le tematiche proposte nel percorso on line. Inoltre, permettono di condividere le attività realizzate da ciascun corsista e i percorsi che questi ha scelto di sviluppare in modo autonomo a seconda delle sue esigenze formative.
L’individuazione dell’e-tutor, secondo i criteri definiti nelle contrattazioni regionali, presuppone, nel personale disponibile, il possesso preventivo dei seguenti requisiti:
- competenze informatiche di base (uso del browser e dei pacchetti di produttività individuale);
- conoscenze relative al contenuto del piano di formazione;
- abilità relazionali e di gestione dei gruppi.
In sintesi, si può affermare che le competenze essenziali dell'e-tutor debbano comprendere, oltre alle necessarie competenze sul piano tecnico e disciplinare, almeno competenze metodologico-didattiche, comunicative, relazionali, organizzative e di gestione di gruppi e comunità virtuali.
Vista la crescita dell'offerta formativa e le peculiarità del modello formativo, è necessario poter contare su un gruppo di e-tutor che rimanga piuttosto stabile nel tempo e che sappia valorizzare adeguatamente l'offerta di Indire sul territorio. Bisogna cioè passare da una fase di individuazione un po' estemporanea di questi mediatori, ad una fase in cui si possa far riferimento ad un gruppo più consolidato e preparato, che conosca bene il modello formativo e che sappia sfruttare al massimo le potenzialità della piattaforma e le risorse messe a disposizione dei corsisti. Non sempre fino ad oggi si è potuto contare su persone con pregresse esperienze di tutoraggio in azioni formative Indire o che vi avessero preso parte come corsisti e che avessero contemporaneamente vissuto esperienze di formazione online.
E' poi opportuno che gli e-tutor individuati possano partecipare - prima di ciascuna attività formativa - ad incontri seminariali interregionali o regionali, così come è avvenuto in occasione della formazione D.Lgs. 59. Gli incontri dovrebbero servire ad illustrare le peculiarità dell'area di formazione specifica e le novità in termini di risorse e servizi infrastrutturali, a far crescere culturalmente la comunità degli e-tutor attraverso interventi di più ampio respiro (evitando cioè il rischio di e-tutor “schiacciati” unicamente sugli aspetti tecnologici), a rinsaldare i legami di collaborazione e di reciproco tutoraggio e a permettere l'inserimento degli e-tutor alla loro prima esperienza.

C- PROSSIMI OBIETTIVI
Appare quindi urgente:
1- valorizzare i percorsi formativi con parametri tangibili e spendibili (attualmente soldi del monopoli, come disse A. Musumeci all’on. Valentina Aprea – Smau 2004 – Milano)
2- riconoscere e valorizzare la figura dell’e-tutor, inserendola nel nuovo contratto nazionale in via di discussione, così come tutti quei docenti che per il ruolo ricoperto fungono da stimolo ad una maggiore partecipazione e coinvolgimento all’implementazione della qualità educativa, formativa e didattica.

Articolo di Valerio Pedrelli relazionato da Eugenio Di Rauso

Riferimenti bibliografici:
- E-tutor: Mario Rotta e Maria Ranieri, identità e competenze, Erickson, Trento, 2005.
- Il lavoro dell'e-tutor negli ambienti di formazione online: Intervista a Giovanni Roberi di Francesco Vettori
- ANITEL: "Per una formazione permanente, condivisa e collaborativa: dall’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell'Autonomia Scolastica ai nuovi scenari tecnologici"DOCET 2007

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Il presidente Anitel Valerio Pedrelli a colloquio con il ministro Fioroni

B-LE DOMANDE

PRIMA DOMANDA: Riconoscimento ufficiale della figura professionale dell’e-learning

Onorevole Ministro,
premesso che non c’è professionalità in assenza di una formazione in servizio seria, costante, efficace e riconosciuta….
è un evento inconfutabile che nel 2001 nasce, per il personale scolastico, il sistema blended, quale metodologia di formazione in servizio, successivamente ufficializzato dalla DIRETTIVA N. 143 del 2001 e adottato come modalità di base. Contestualmente prende forma la nuova figura professionale dell’e-tutor, il mentore che trasforma il contenuto digitale della piattaforma in stimolanti occasioni costruttive, adeguandole al contesto professionale. Tra le varie competenze necessarie citiamo solamente la buona padronanza delle TIC (tecnologie della comunicazione) e delle TD (tecnologie didattiche), capacità acquisite in proprio (tempo e costo degli strumenti, delle licenze) grazie all’interesse personale per le specificità della propria professione. Inoltre occorre una buona esperienza disciplinare e settoriale, livello che si ottiene solamente con un continuo aggiornamento. In un contesto storico come quello contemporaneo in cui la scuola sta soffrendo le contraddizioni del suo tempo, la formazione deve recuperare un ruolo centrale e non marginale come quello attuale all’interno della professionalità docente. Abbiamo invece assistito a costanti e progressivi tagli delle risorse ad essa destinate che l’hanno rilegata nelle zone periferiche della città educativa, laddove possiamo incontrare solo coloro che hanno sviluppato forti motivazioni, sorretti dal piacere del confronto e della condivisione nelle varie community spontanee che si sono formate all’interno dei forum sia generali che disciplinari e costituitisi in comunità di pratica. Tutto questo grazie allo spirito di passione e di volontariato che anima una parte della scuola.
Appare quindi urgente:
1- valorizzare i percorsi formativi con parametri tangibili e spendibili (attualmente soldi del monopoli, come disse A. Musumeci all’on. Valentina Aprea – Smau 2004 – Milano)
2- riconoscere e valorizzare la figura dell’e-tutor, inserendola nel nuovo contratto nazionale in via di discussione, così come tutti quei ruoli che fungono da stimolo ad una maggiore partecipazione e coinvolgimento all’implementazione della qualità educativa, formativa e didattica.

SECONDA DOMANDA: LA FORMAZIONE IN SERVIZIO DEI DOCENTI: IL FUTURO DEL SISTEMA BLENDED

Onorevole Ministro
Le chiedo cortesemente di poter esporre una breve premessa introduttiva.
Nell’ultimo quinquennio nelle scuole italiane ha preso piede il modello di formazione e-learning per i docenti denominato blended: una formazione mista che prevede ore in presenza e ore on-line e permette in presenza un’interazione fra corsisti e corsisti e tutor; online garantisce la fruizione di materiali mediati da una migliore gestione dei rapporti interpersonali con momenti sincroni e asincroni. Entrambe le modalità vengono realizzate attraverso il cooperative learning. Dal punto di vista dell’istituzione scolastica ha rappresentato una forte innovazione, che dai Neoassunti alla formazione in itinere dei docenti, si è collocata a livello europeo e in ottemperanza con le nuove richieste di formazione. La formazione blended non sostituisce, in genere quella in presenza, ma si affianca ad essa, generando nuovi paradigmi di approccio al mondo della conoscenza e della preparazione professionale.
Occorre porre l’accento su che cosa sia l’elerning: è un’esperienza di processi mediata dal computer e dalla rete, che permette selezioni fortemente personalizzate. L’e-learning è anche un flexible learning: mette a disposizione un’ articolata offerta formativa distribuita e fruita in vari formati e riesce a modulare i corsi esistenti in base alle esigenze individuali. Sceglie l’e-learning chi crede nella formazione e nell’aggiornamento professionale permanente e chi cerca una formazione che accompagni l’attività lavorativa: inoltre accompagna chi pensa di aver bisogno di nuovi strumenti didattici e trova economico farlo senza limitazioni spazio-temporali. Infatti l’e-learning comporta l’so di mezzi tecnologici legati alle comunicazioni digitali (computer, siti web, tool per classi virtuali), la parziale separazione fisica fra docente e discente e tra partecipanti, la disponibilità ad una comunicazione interattiva, la navigazione ipertestuale e multimediale. Dal 2001 ad oggi Indire ha curato questa formazione con grande gradimento da parte dei docenti coinvolti come dimostrano i monitoraggi effettuati dall’equipe del prof.Rivoltella dell’università Cattolica di Milano in collaborazione con l’associazione ANITEL associazione nazionale tutor e-learning e disponibili nel sito dell’Indire e di Anitel. La recente soppressione di questo ente e la nascita dell’ANSAS, l’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell’Autonomia Scolastica, pone l’interrogativo sul futuro della formazione in generale e su quella blended in particolare. Su questo interrogativo desidereremmo conoscere il parere del ministro.

LE RISPOSTE DEL MINISTRO

Il Ministro si è scusato pubblicamente: a causa dei numerosi e gravi problemi che hanno attanagliato il mondo scuola in quest'ultimo anno, viste le numerose priorità di cui ha dovuto interessarsi dal punto di vista legislativo, ancora non è stato possibile affrontare le tematiche della formazione blended destinate agli insegnanti. Una sola cosa al momento attuale è certa: nel nuovo contratto la formazione non sarà piu' solo un diritto ma anche un dovere. Cio' dovrà quindi portare ad una valutazione e riconsiderazione di tutto il sistema.
L'evoluzione della nuova agenzia ANSAS che dovrà sostituire Indire è ancora in alto mare con numerose difficoltà da affrontare. Sulla figura dell'e-tutor si è riservato di approfondirne la conoscenza e di farci pervenire una risposta scritta

CONCLUSIONI ANITEL

Alla luce delle risposte del ministro, la nostra presenza al convegno è stata molto importante, almeno per delineare il punto d'inizio del lungo percorso che ci attende: ora qualcuno sa che esiste anche l'e-tutor! Nuove modalità formative che passano dal costruttivismo, dal cooperative learning fino alla spontanea formazione di community di pratica interagenti. Sarà quindi indispensabile tenere continui contatti allo scopo di informare sulle peculiari funzioni che questa nuova figura professionale svolge da tempo. Anche se sembra impossibile, in questa situazione politica, siamo tornati al punto di partenza. Per dare a Cesare quel che è di Cesare occorrerà un'opera sisifica di informazione e di sensibilizzazione su due fronti: quello ministeriale e quello sindacale. Fatiche e sacrifici ai quali siamo già abituati e che non ci scoraggeranno certamente!

Valerio Pedrelli
ANITeL



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